“Meglio morire di Covid che di solitudine”, lo slogan dei residenti delle case di riposo che organizzano una manifestazione toccante

Tra gli impatti psicologici della pandemia da Covid si rileva la grande solitudine degli anziani e dei residenti delle case di riposo

Tra le conseguenze della pandemia da Covid in tutto il mondo, emerge non solo la grave emergenza sanitaria, ma anche gli impatti piscologici sui soggetti più fragili, tra cui gli anziani, protagonisti di una manifestazione organizzata dai residenti delle case di riposo.

Secondo quanto riferito dalla CBS, in varie strutture si sono registrate proteste contro le restrizioni imposte alle case di riposo.

Nel corso della protesta sui loro cartelli sono comparsi slogan e messaggi strazianti quali: “Meglio morire di Covid che di solitudine”.

Meglio morire di Covid che di solitudine residenti casa di riposo

Le proteste andate in scena in America

I residenti di una casa di riposo a Greeley, in Colorado, hanno protestato all’esterno dell’edificio. Gli anziani, la maggior parte in sedia a rotelle, erano accompagnati dal personale.

Così hanno rivendicato il loro diritto di abbracciare i propri cari. Questa scena straziante si è svolta fuori dalla residenza Fairacres Manor dove si è protestato contro le restrizioni che limitano il contatto fisico con i propri cari.

Qui i residenti della casa di riposo hanno cercato di far sentire il loro grido di protesta sventolando dei cartelli. Su di essi hanno scritto:

“Prigionieri in casa nostra”, “Meglio morire di Covid che di solitudine”, “Dateci la nostra libertà”.

Intervistato da CBS Local, Ben Gonzales, un assistente amministrativo della struttura, ha detto che i residenti vogliono “abbracciare i loro nipoti, vogliono tenere la mano ai loro cari”.

Un desiderio legittimo che cozza con le norme di distanziamento fisico contro il Coronavirus.

Tra gli impatti psicologici del Covid si segnala la grande solitudine dei residenti nelle case di riposo

Anche se le visite familiari sono consentite in queste strutture, i visitatori devono restare circa 2 metri di distanza. E non sono autorizzati ad avere un contatto fisico.

Per sostenere la protesta, i membri del personale hanno partecipato anche all’evento svoltosi all’inizio di ottobre.

I partecipanti erano tutti dotati di maschere e visiere per rispettare le misure di sicurezza.

Ben Gonzalez ha fatto poi sapere che lo scopo di questa manifestazione è stato quello di far conoscere la grande solitudine provata dagli anziani ai tempi della pandemia.

Dopo la protesta, l’ufficio del governatore ha fatto una dichiarazione. In essa si è sottolineata la difficoltà per i residenti delle case di riposo e per loro famiglie. Queste le dichiarazioni riportate dalla CBS:

“L’interazione sociale è essenziale per la salute mentale e fisica. Quindi abbiamo fornito consigli per queste strutture che consentano questa interazione proteggendo i residenti di Covid-19”.

L’ufficio del governatore ha anche detto che sta facendo tutto il possibile “per aiutare le strutture di assistenza a lungo termine a mitigare e prevenire la diffusione di Covid-19”

Case di riposo Meglio morire di Covid che di solitudine

Infatti si cerca di lavorare con le infrastrutture per usare delle pratiche di controllo efficaci per rallentare li contagi.

La solitudine degli anziani nelle case di riposo emerge anche da alcuni report svolti in Francia come reso noto da France Info.

Le misure messe in atto dall’inizio della pandemia hanno registrato un forte impatto sui residenti delle case di cura e sulle famiglie.

Secondo gli ospiti della residenza Ehpads intervistati da Le Parisien alla fine di agosto, il parere è unanime.

Si è così concluso che per gli anziani ed i residenti delle case di riposo la solitudine pesa più della paura del Covid.

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