Ruba il tricolore ad un bambino di 5 anni durante i festeggiamenti per la vittoria dell’Italia: il padre del piccolo gli rompe una gamba prendendolo a calci

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L’euforia per la vittoria dell’Italia è esplosa durante i bagni di folla con cui sono andati in scena i festeggiamenti che hanno fatto registrare qualche neo: un ragazzo ruba il tricolore a bambino di 5 anni, un episodio accaduto a Nettuno. Un piccolo furto su cui non ha voluto sorvolare il padre del bimbo, che ha aggredito il 17enne che aveva rubato la bandiera al figlioletto, rompendogli una gamba dopo averlo preso a calci.

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Un episodio che si è registrato domenica 11 luglio a Nettuno, sul litorale romano, proprio quando in tanti si sono riversati in strada festanti per celebrare la vittoria della nazionale italiana agli Europei di calcio. In piazza Mazzini si sono raccolte migliaia di persone: una folla festante a cui hanno preso parte non solo code di macchine e motorini ma anche comitive a piedi. In questa cornice gioiosa si è inserito un brutto episodio: da una macchina in fila ai caroselli è stata sottratta una bandiera che sventolava fuori dal finestrino, il 17enne ruba il tricolore a bambino di 5 anni.

Ruba il tricolore un bimbo di 5 anni

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Ruba il tricolore a bambino di 5 anni: il padre del piccolo lo prende a calci causandogli la frattura del perone

Il ragazzo di 17 anni ruba il tricolore a bambino di 5 anni, scatenando in lui un pianto inconsolabile e la reazione del padre del piccolo. Il quarantenne infatti attirato dal pianto del figlio si è messo ad inseguire l’autore del furto. Una volta individuato il ragazzo che si trovava a piedi per strada è sceso dalla sua vettura e lo ha colpito violentemente con un calcio alla gamba, per poi recuperare la bandiera e restituirla a suo figlio.

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Il 17enne dopo la sua bravata ha subito la furia del 40enne che gli ha procurato una frattura del perone, con una prognosi di 30 giorni. Dopo l’accaduto i carabinieri si sono messi alla ricerca del responsabile dell’aggressione, anche se il 17enne avrebbe ammesso la sua responsabilità. Il giovane ha infatti dichiarato di aver commesso un gesto non proprio civile, sostenendo inoltre che il suo aggressore probabilmente non aveva alcuna intenzione di provocargli danni.

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