Nuovo decreto coronavirus: chiuse tutte le attività commerciali

Ma nel dettaglio, cosa cambia? Vediamo di fare chiarezza

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, nella tarda serata dell’ 11 marzo ha annunciato un nuovo decreto coronavirus. In cui verranno applicate restrizioni economiche ancora più pesanti.

Pesanti sì, ma necessarie. Soprattutto dopo la dichiarazione della pandemia effettuata dall’OMS. Cosa cambia quindi? Quali negozi rimarranno aperti?

Nuovo decreto coronavirus

Lo ha annunciato in una diretta, ma si tratta di una mossa prevedibile che in molti aspettavano. Le restrizioni si fanno più pesanti.

Ma prima di annunciarle, il premier Conte ci tiene a ringraziare tutti gli italiani per il sacrificio immenso che stanno facendo. Cambiare le proprie abitudini così, da un giorno all’altro non è certamente semplice.

Nel nostro caso, con i contagi che continuano a salire e i posti in terapia intensiva a scarseggiare, è però necessario cambiare tutto. A partire anche dalla chiusura momentanea di alcune attività.

Così fino al 25 marzo chiudono ristoranti, pub, negozi, bar servizi di mensa, centri estetici, parrucchieri e anche i reparti aziendali non necessari. Restano invece aperti i supermercati, le farmacie, le parafarmacie.

decreto coronavirus

Servizi essenziali e non

Il presidente Conte ci ha tenuto però a rassicurare gli italiani:

“La corsa ai supermercati non è necessaria. Il cibo non mancherà e i negozi di generi di prima necessità continueranno a essere aperti”.

Sì all’apertura di alimentari, supermercati, ma secondo alcune fonti di Palazzo Chigi anche di edicole, tabaccai e stampatori.

A patto, ovviamente, che vengano prese le misure di sicurezza necessarie e tutte le precauzioni possibili. Come annunciato i ristoranti saranno chiusi, ma potranno effettuare il servizio di consegna a domicilio.

Aperte anche le fabbriche (a patto che vengano rispettate le misure di sicurezza) e anche le assicurazioni, le poste e le banche.

Tutti i servizi essenziali, come i trasporti pubblici, le attività del settore zootecnico, agricolo e di trasformazione agroalimentare. Stesso discorso vale per le filiere che offrono beni, idraulici, pompe di benzina, artigiani e meccanici.

Resta valido il consiglio di stare a case e di evitare le uscite non necessarie. Niente cene da amici e parenti, niente assembramenti in parchi e piazze delle città.

E soprattutto niente spostamenti da comune a comune a meno che non siano dettati da comprovate esigenze necessarie.

Il presidente Conte ha assicurato che i primi effetti della quarantena saranno visibili fra qualche settimana. Sono previsti, ed è normale che sia così, tanti altri contagi.

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