Coronavirus: pizze gratis per medici e infermieri e tanta solidarietà

In un'Italia in ginocchio, la solidarietà è un faro che illumina

Nel pieno dell’emergenza del coronavirus, le notizie delle buone azioni di tanti cittadini non possono che scaldare il cuore di chi sta dando il massimo per fronteggiare la situazione che si è creata. A Piacenza ad esempio, un anonimo benefattore ha inviato 30 pizze gratis a medici e infermieri, per ringraziarli del lavoro svolto per contrastare il coronavirus.

Non solo sciacallaggio e mancato rispetto delle direttive. Gli italiani sono capaci di compiere gesti di solidarietà e gentilezza, che si trasformano in una luce che scalda il cuore.

Coronavirus: pizze gratis a medici e infermieri

Sulla pagina Facebook della Asl di Piacenza è comparso un post, che diventato subito virale, ha commosso chiunque lo abbia letto e condiviso.

“Sentire la vicinanza della comunità è molto importante per i nostri operatori, che stanno affrontando la diffusione del #covid19 con il massimo impegno possibile. C’è chi pensa a medici, infermieri e professionisti impegnati nell’assistenza e consegna decine di pizze calde per rifocillarli. Nei reparti tanti familiari dei ricoverati portano piatti pronti, per far sentire la propria vicinanza ai sanitari”.

Sentire la vicinanza della comunità è molto importante per i nostri operatori, che stanno affrontando la diffusione del…

Pubblicato da Azienda Usl di Piacenza su Giovedì 5 marzo 2020

E fra gente che porta cibo gratis agli operatori sanitari che stanno lavorando giorno e notte in mezzo a difficoltà, paura e turni massacranti, c’è anche chi vuol dire loro grazie con semplici messaggi.

Come Marco, un ex paziente:

“Penso a ciascuno di voi ogni giorno e sono orgoglioso del vostro impegno, nonostante le difficoltà. Siete l’Italia migliore e per questo il mio grazie è anche a nome di tanti altri che vi apprezzano ma che non hanno pensato di esprimere in questo modo la loro vicinanza. Ho avuto occasione di vedere dall’interno l’impegno di tutti voi nel corso di un mio intervento chirurgico d’urgenza. Se sono qui a 49 anni a scrivervi è solo grazie a voi”.

La risposta del personale medico

Con poche e semplici parole i dirigenti sanitari hanno deciso di rispondere ai bellissimi messaggi che in questi giorni stanno continuando a ricevere.

“Riceviamo anche molte proposte di persone che, semplicemente, si mettono a disposizione, perché vorrebbero fare qualcosa, aiutare, contribuire. Anche infermieri che, finito il proprio turno di lavoro in un altro posto, vorrebbero gratuitamente prendere servizio qui a Piacenza. Questi gesti meravigliosi, sentire la fiducia della comunità, ci fa andare avanti con ancora maggior motivazione!”

Solidarietà in tutta Italia

Non solo Piacenza, in tante altre città italiane si sta facendo sentire la solidarietà delle persone che rivolgono un pensiero a chi è più in difficoltà.

Come a Cavriago, in provincia di Reggio Emilia. La sindaca Francesca Bedogni ha lanciato a tutti i cittadini un appello, dopo aver ricevuto richieste da diverse persone.

Persone che hanno manifestato la volontà di aiutare i cittadini più indifesi, come ad esempio gli anziani, a cui le autorità sconsigliano di uscire.

Anche Roma è entrata nel vortice della solidarietà, nonostante i pochi casi attualmente confermati. I primi di febbraio, con la notizia dei due turisti cinesi ricoverati, l’hotel che li ospitava si ritrovò con tutte le prenotazioni cancellate.

L’aiuto è giunto dalla concorrenza, con direttori e personale di altri hotel che hanno deciso di prenotare le stanze ormai rimaste vuote.

Una catena di solidarietà che aveva l’obiettivo di scongiurare la perdita di tanti, troppo posti di lavoro. Guseppe Roscioli, presidente di Federalberghi Roma, dichiarò:

“Si tratta di prenotazioni di sostegno, un gesto di solidarietà verso questa struttura e i tanti dipendenti che hanno paura di perdere il lavoro. Si prenota e si paga una stanza ovviamente senza l’ obbligo poi di presentarsi. E’ un modo per tamponare l’emergenza aspettando che passi questo momento e tutto torni alla normalità”.

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