Coronavirus, il primo caso in Europa si è verificato in Germania

Lo rivela la data dei primi sintomi: il 24 gennaio

Non in Italia, ma in Germania. E’ questo il Paese in cui si sarebbe verificato il primo caso di coronavirus in Europa. Lo rivela una lettera pubblicata sul New England Journal of Medicine.

Secondo il suddetto testo, scritto da alcuni medici tedeschi, il primo caso di coronavirus in Europa si è registrato il 24 gennaio e riguarda un 33enne tedesco.

Coronavirus: il primo caso in Europa è tedesco, non italiano

Gennaio e quindi non febbraio, quando il “paziente 1” di Codogno (Lodi) è stato ricoverato in ospedale a causa del manifestarsi dei sintomi tipici del coronavirus.

La lettera parla chiaramente e racconta di un incontro di lavoro tra il 33enne tedesco e una collega cinese che ha soggiornato in Germania 3 giorni alla fine di gennaio.

Durante il soggiorno la donna non aveva manifestato nessuno dei sintomi del coronavirus. Che si sono invece manifestati pochi giorni dopo il rientro in Cina.

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Tant’è che la ragazza ha avuto bisogno di un ricovero ospedaliero, che ha rilevato la malattia. Arriviamo quindi al 24 gennaio, la data in cui anche il 33enne tedesco inizia a stare male.

L’esito positivo del suo tampone e di quelli di altri 3 colleghi, arriva il 27. Dopo che si era sparsa la voce della positività della collega cinese.

Il contagio da una persona che non aveva sintomi

Secondo i medici, il ragazzo è stato contagiato nei giorni tra il 19 e il 22 gennaio, dalla sua collega cinese asintomatica. Lui d conseguenza ha contagiato altri colleghi, una volta tornato al lavoro dopo qualche giorni di malessere.

I medici pensano quindi che il coronavirus possa essere trasmesso da una persona all’altra anche in assenza di sintomi. Lo dimostra il caso clinico del primo contagio avvenuto in Europa.

Secondo gli esperti ed in base a quello che hanno scritto sul New England Journal of Medicine:

“L’infezione pare essere stata trasmessa durante il periodo di incubazione, quando i sintomi erano lievi e non specifici. Il virus che è stato trovato in quantità rilevanti nell’uomo anche nel periodo di convalescenza pone la questione della trasmissibilità del virus anche dopo la fine dei sintomi”.

In Italia al momento si contano 3916 malati. Il nuovo dato è stato fornito dal commissario Angelo Borrelli. Che ha parlato di un incremento di 620 persone rispetto alla scorsa giornata. Con 49 morti in più, per un totale di 197 morti.

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