Fabrizio Corona prelevato nella notte torna in carcere: “Mancanza di umanità”, tuona furioso il suo legale

“Sono senza parole, sono veramente sconcertato, non riconosco più il Paese in cui vivo e la mancanza di umanità e di comprensione mi sconcerta”.

Queste le parole, molto dure, dell’avvocato Ivano Chiesa, legale di Fabrizio Corona, a commento del trasferimento notturno in carcere dell’ex re dei paparazzi.

Il legale ha annunciato anche una richiesta ed un incontro direttamente con il Ministro della Giustizia, per porre all’attenzione il trattamento del suo assistito.

Fabrizio Corona, nonostante il tentativo di suicidio e il piantonamento nel reparto psichiatrico dell’ospedale Niguarda dove era ricoverato, è stato portato in carcere. A destare l’incredulità e lo sdegno del suo avvocato non solo la decisione in se, ma anche le modalità con cui è stato effettuato questo trasferimento.

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Fabrizio Corona torna in carcere

L’ira del legale di Fabrizio Corona

“In 35 anni di carriera è la prima volta che mi capita di assistere a un trasferimento da un ospedale a un carcere di un detenuto in notturna!” ha commentato Chiesa. Sottolineando come “avevano paura dell’impatto mediatico e quindi l’hanno fatto con il buio”. 

Chiesa ha poi insistito sulle condizioni estremamente precarie di Fabrizio Corona che, da quando è giunto in ospedale, ha cominciato uno sciopero della fame e della sete.

“Io so solo che hanno preso un uomo che si reggeva a stento in piedi, ha aggiunto, sono 12 giorni che non mangia”.

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Sulla condizione di Fabrizio Corona si sta parlando molto in questi giorni, ed anche personalità del mondo della medicina sono intervenute su questo caso.

Il famoso psicologo e terapeuta Paolo Crepet ha detto : “Se parliamo di una persona gravemente malata di mente non è adatta la galera, ma nemmeno il domicilio”.

“Le condizioni psico fisiche di Fabrizio Corona sono estremamente serie”, ha ribadito in una nota il suo avvocato. Nelle prossime ore è attesa una richiesta formale per verificare se lo stato di Corona sia compatibile con la permanenza in carcere.

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