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Senza più aiuti dallo Stato, una donna è morta di freddo nella sua casa

Martina

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donna morta di freddo

Una donna di nome Elaine Morrall, è morta di freddo all’interno della sua casa, dopo che lo Stato si era rifiutato di fornirle gli aiuti assistenziali necessari.

All’origine di numerosi dibattiti, l’assistenza sociale consente alle persone bisognose o con un reddito basso di sopravvivere quotidianamente.

Donna morta di freddo: perché non è stata aiutata?

In Italia, ma anche del resto d’Europa, da sempre prendono vita numerosi dibattiti su tasse, riforme e nuovi regolamenti previsti dal Governo.

Fra reddito di cittadinanza, assegni familiari e vari bonus, una persona che vive in uno stato di povertà può contare su diversi aiuti. Tuttavia non sempre si è a conoscenza di ciò che ci spetta.

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E questo accade in Italia, ma anche negli altri Paesi. La storia di oggi, arriva infatti dal Regno Unito e ha giustamente provocato moltissime e feroci polemiche.

La morte di Elaine Morall, madre di 4 figli, è avvenuta nel novembre del 2017, ma ad oggi, sua mamma Linda, sta ancora chiedendo giustizia.

Elaine, è stata trovata morta di freddo all’interno della sua casa, avvolta in un cappotto e una sciarpa. Senza nessun aiuto economico dallo Stato, non era in grado da diverso tempo di poter pagare le bollette domestiche.

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Recentemente, sua madre Linda, ha scritto una lettera in cui ha tentato di spiegare i motivi che hanno indotto le autorità a interrompere le prestazioni economiche sociali.

Le difficoltà di Elaine

Le difficoltà di Elaine

La donna, era mancata a tre appuntamenti necessari per valutare i suoi diritti. Queste assenze avevano provocato l’interruzione dell’assistenza finanziaria.

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Sua madre, nella lettera, ha ha spiegato che queste assenze non erano volontarie e che Elaine soffriva di problemi di salute tra cui l’anoressia e la depressione.

Sua figlia non si era recata agli incontri non per chissà quale capriccio, ma perché era ricoverata in ospedale. Inoltre, pare che avesse informato le autorità che non avrebbe avuto la possibilità di presentarsi agli incontri, nelle date stabilite.

Nella sua lettera, Linda ha chiesto: ” Quante persone devono morire prima che il governo si renda conto che sta uccidendo le persone vulnerabili?”

Dopo la sua morte, doveva essere condotta un’indagine da un medico legale, che avrebbe dovuto chiarire le cause e le circostanze esatte del decesso.

Ma la polizia aveva già chiuso il caso, spiegando che non c’erano elementi che facessero pensare a circostanze sospette.

In seguito un portavoce del Ministero del Lavoro ha dichiarato vicinanza alla famiglia di Elaine. Ma ha anche spiegato che la pianificazione degli incontri è stata fatta nel modo migliore e lo stesso discorso vale per le valutazioni.

A prescindere da dove sia la ragione, questa rimane una triste storia che ci fa chiedere: “possibile che si debba ancora morire a causa della povertà?

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