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Coronavirus e influenza: quali sono le principali differenze?

Martina

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coronavirus influenza differenze

Molte persone continuano ad associare il coronavirus all’influenza stagionale, dimenticandosi però, che le due malattie hanno delle differenze molto importanti.

Il Covid-19 continua a far paura e ad espandersi in tutto il mondo a macchia d’olio. Il numero dei contagi a da poco superato quota 130000 e il virus inizia a far paura anche al resto del mondo.

Coronavirus e influenza: le differenze

Se prima il parere di alcuni medici era concorde nell’affermare che il coronavirus fosse una semplice influenza, dopo ciò che sta accadendo in Italia, moltissimi altri Paesi europei stanno prendendo drastiche precauzioni.

Dopo la dichiarazione dell’OMS dello stato di pandemia le cose sono cambiate in tutto il mondo. In Europa l’Italia è il Paese con più contagi, circa 13 mila.

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Anche Francia e Germania stanno vedendo aumentare sempre di più il numero dei positivi. Al fine di controllare altri eventuali contagi, oltre a consigliare di stare a casa, cerchiamo di approfondire il tema legato alla sintomatologia del coronavirus.

E soprattutto alle principali differenze con l’influenza stagionale, che presenta sintomi molto simili al Covid-19. Secondo alcuni medici, in particolare al dottor Gérald Kierzek, non è possibile differenziare le due malattie solo dai sintomi.

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Entrambe sono virali e ciò significa che si possono avere dolori muscolari, affaticamento, febbre e tosse. Per un paziente è quindi impossibile capire se abbia l’influenza o il coronavirus.

Il dottor Kierzek ha sottolineato che solitamente l’influenza ha un inizio più “brutale”: febbre alta e dolori molto più forti. Il coronavirus è caratterizzato invece da febbre più bassa.

I sintomi del coronavirus compaiono tra 2 e 14 giorni dopo il contagio e il paziente può sviluppare una sindrome da distress respiratorio acuto, un’insufficienza renale acuta o un’insufficienza multi-viscerale.

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Il parere degli esperti

Il virologo Bruno Lina, in forza all’International Center for Infectious Disease Research (CIRI), afferma che contestualizzare la situazione personale di un eventuale paziente è uno dei modi per capire se potrebbe aver contratto il coronavirus.

  • Ha recentemente visitato un’area a rischio?
  • Si è messo in contatto con qualcuno risultato positivo?

Se la risposta a entrambe le domande è no, allora potrebbe trattarsi di semplice influenza. E’ anche vero che visto l’alto numero dei contagi in Italia, a questo punto chiunque potrebbe essere ormai infetto senza saperlo.

L’unico modo per avere una conferma totale è quello di eseguire un campione biologico per dimostrare l’origine del virus.

Le ipotesi sul vaccino influenzale

Secondo l’infettivologo Alexandre Bleibtreu, il vaccino influenzale può aiutare a identificare l’origine del virus. Un paziente vaccinato che mostra i sintomi tipici, ha buone probabilità di aver contratto il Covid-19

E’ fondamentale, tra l’altro, ricordarsi che fra i modi per contrastare la pandemia, c’è il rispetto delle norme igieniche. Lavarsi le mani con acqua e sapone e coprire bocca e naso con il gomito in caso di starnuti e tosse.

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