La paralisi del sonno, gli specialisti spiegano una condizione spaventosa e piuttosto comune che colpisce le persone mentre dormono

Chi sperimenta la paralisi del sonno si ritrova improvvisamente sveglio ma incapace di muoversi: avverte la sensazione di essere paralizzato

Si definisce paralisi del sonno, o paralisi ipnagogica, un disturbo che si classifica nel gruppo dei disturbi delle parasonnie.

In pratica, si tratta di una condizione di alienazione alquanto minacciosa perché chi la prova dice di aver vissuto un’esperienza spaventosa non facile da dimenticare.

Durante il sonno, chi la sperimenta si ritrova improvvisamente sveglio ma incapace di muoversi, ecco perché si avverte la sensazione di essere paralizzato.

Inoltre la paralisi del sonno è accompagnata da una sensazione di una minacciosa presenza estranea che incombe su di sé. In alcuni casi si può avvertire la sensazione di essere in pericolo.

La scienza spiega la paralisi nel sonno facendo appello ad una cattiva sincronia. In quanto la condizione è causata da un malfunzionamento che si può verificare mentre si dorme.

Nello specifico, il cattivo funzionamento riguarda la fase REM del sonno. Durante questa fase si registrano i sogni vividi.

Nel corso di questa fase del sonno gli occhi si muovono, ma il corpo resta immobile, con i muscoli bloccati per un meccanismo fisiologico.

In alcuni casi può capitare che il risveglio non coincida con la fase in cui i muscoli hanno ripreso il loro tono. Per tale motivo si avverte di essere coscienti ma paralizzati.

Talvolta si verifica una sorta di combinazione tra attività mentale onirica e stato di veglia che scatena delle allucinazioni. Il soggetto ha la sensazione di avere delle visioni oppure sperimenta delle sensazioni paurose.

Nel corso della paralisi del sonno si percepisce spesso un’inspiegabile sensazione di terrore.

Gli scienziati ritengono che tale stato d’animo sia dovuta all’eccessiva attivazione dell’amigdala. Ossia della parte del cervello responsabile dei meccanismi di ansia e di paura.

che cos'è paralisi del sonno

I dati sulla paralisi del sonno forniti dalle neuroscienze

Oggi le neuroscienze hanno dato una spiegazione alla paralisi del sonno, anche se alcuni aspetti restano sconosciuti.

Tra gli studi condotti sul tema è bene segnalare una ricerca che rivela che fino al 40% delle persone sperimenta la paralisi del sonno almeno una volta nella vita.

Ma spesso non si è consapevoli di una simile esperienza. Ed infatti la si associa ad un brutto sogno.

Secondo i dati raccolti solo una minoranza di soggetti vive più spesso questa sensazione.

In tal caso i soggetti non sanno di cosa si tratta e riferiscono di una grande angoscia. Una condizione che finisce per incidere negativamente sulla loro stessa vita.

Gli studiosi hanno inoltre evidenziato che sono più inclini a sperimentare la paralisi del sonno coloro che soffrono di attacchi di panico, ma anche le persone molto ansiose o depresse.

È emerso poi che gli studenti sarebbero la categoria di individui più esposti a tale condizione.

La paralisi del sonno è nota come fenomeno sin dai tempi antichi. In molti casi, in passato per spiegare queste terrorizzanti esperienze vissute di notte si chiamavano in causa: streghe, demoni, forze negative, presenze oscure.

In ogni cultura si fa riferimento a tale condizione citando dei racconti accomunati dalla presenza di entità estranee nella stanza dove si dorme.

Come affrontare quest’esperienza senza cedere alla paura

Lo psicologo Jorge Conesa Sevilla ha condiviso in un libro delle tecniche utili per sottrarsi alla sensazione di panico che suscita la paralisi del sonno.

Si tratta di piccole strategie che permettono di accedere all’esperienza dei sogni lucidi. In questo caso si acquista la consapevolezza che si sta sognando e si è in grado di guidare i contenuti dei propri sogni.

Comunque è bene precisare che la paralisi del sonno per quanto terrorizzante possa essere dura poco.

Infatti è una sensazione temporanea e breve: dura non più di due minuti, nella maggior parte dei casi invece dura solo pochi secondi.

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