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Aurora Ramazzotti umiliata per la denuncia di Cat Calling e la foto del suo lato B: “Merito rispetto. Il corpo è mio e decido io”, tuona furiosa sui social

Caterina

Aurora Ramazzotti furiosa

Dopo lo sfogo infervorato di Aurora Ramazzotti, che sui social ha denunciato di essere stata oggetto di Cat Calling, nei confronti della figlia di Michelle Hunziker e di Eros Ramazzotti si sono scagliati tanti leoni da tastiera.

Aurora è stata travolta da una valanga di insulti che l’hanno spinta a replicare in modo epico attraverso un lungo testo comparso recentemente sul suo profilo Instagram.

Invece di trovare solidarietà su una questione seria, come quella degli apprezzamenti fisici di stampo maschilista che si rivolgono alle donne per strada, la primogenita della Hunziker si è ritrovata ad essere insultata anche sui social.

La sua denuncia ha avuto una sorta di effetto boomerang dal momento che ha alimentato le offese di stampo se**ista contro di lei. Il fenomeno del Cat Calling è diventato un pretesto per fare ironia su una pratica sociale legata ad un pensiero ancora oggi misogino, come confermato dagli insulti che hanno colpito Aurora Ramazzotti dopo la sua denuncia social.

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La giovane si è ritrovata infatti ad essere umiliata pubblicamente dagli haters che le hanno mandato tanti messaggi denigratori tra cui un commento che lei stessa ha condiviso: “Quando sei Aurora Ramazzotti e fai vedere il tuo impegno contro il Cat Calling”, a cui è associata una foto della figlia di Michelle Hunziker in costume di spalle.

Un contenuto social con cui si è contestato ad Aurora Ramazzotti il suo ergersi a paladina della lotta al Cat Calling perché rea di mettersi in mostra. Ma la figlia di Eros non è stata a guardare e così ha replicato a tono agli insulti su Instagram per ribadire il suo pensiero e farsi interprete della libertà delle donne di mostrare il proprio corpo senza temere di ricevere degli apprezzamenti al limite della decenza.

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Aurora Ramazzotti furiosa catcalling

La risposta di Aurora Ramazzotti agli insulti

Così Aurora Ramazzotti con una storia su Instagram è di nuova intervenuta su questo tema per far sentire la sua rabbia: “Siete, come al solito, piccoli. Piccoli così” – ha tuonato via social.

Subito dopo la ragazza ha spiegato che la foto del suo lato B era ironica, visto che immortalava un momento scherzoso tra madre e figlia: “Vorrei che qualcuno di voi mi spiegasse il nesso tra un video ironico e le molestie verbali per strada. Perché mi si vede il cu*o? È questo? Perché se d’estate mi metto un costume allora non posso permettermi di disgustarmi davanti a commenti sessuali che avvengono quando sono interamente vestite?”.

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Con piglio deciso ed acceso Aurora Ramazzotti ha proseguito il suo sfogo esclamando: “Mi fa inca**re perché quando vedo scherzare con questo tema mi rendo conto che non capite che fa parte della cultura dello stupro”.

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Aurora è poi passata al contro attacco tuonando via social: “La molestia a vostro avviso è minore o addirittura inesistente quindi non merita attenzione. Ma HA LA STESSA MATRICE. Il ragionamento è lo stesso che sta alla base di ‘si meritava di essere violentata perché si è messa la minigonna’”.

Poi scagliandosi contro gli insulti accompagnati dalla sua foto in costume è esplosa di rabbia: “Eh già, ‘C’è una foto del suo cu*o sul web, si merita che le dicano succhiami il c***o per strada‘”.

La sua filippica si conclude poi con un invito al rispetto: “A prescindere da chi sono e da come c***o scelgo di vestirmi. Merito rispetto che sia in costume da bagno o completamente coperta dalla testa ai piedi. Merito rispetto anche se faccio ironia sul mio corpo, perché è il MIO corpo e decido IO. Non voi”.

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