La scuola chiama il padre perché ritiene l’abbigliamento della figlia inadeguato, la risposta dell’uomo è esemplare

Advertisement
Advertisement

Ha attirato grande curiosità la risposta di un padre dopo le lamentele espresse sul look della figlia tredicenne, ammonita attraverso un severo giudizio della scuola.

La politica scolastica adottata dai college inglesi ed americani sta prendendo piede un po’ ovunque imponendo non solo divise, ma anche delle regole rigide sull’abbigliamento degli studenti, ma spesso ci si ritrova a scontrarsi su tale tema.

In molti istituti scolastici gli studenti sono tenuti non solo ad indossare abiti puliti, ma soprattutto decenti ed appropriati, in modo da risultare adattati al contesto scolastico.

Ma i teenager spesso si scontrano contro queste imposizioni rivendicando la loro libertà decisionale, in nome del loro stile personale, malgrado il giudizio della scuola.

Advertisement

Per rivendicare la libertà della figlia di vestirsi come desiderava, un istituto scolastico si è ritrovato a fronteggiare un’esemplare risposta di un padre.

Tony Alarcon dopo aver ricevuto delle lamentele da parte della scuola di sua figlia di 13 anni per il vestito che aveva indossato non è rimasto zitto.

Tony Alarcon un giorno ha ricevuto una telefonata dalla Fisher Middle School di Los Gatos, in California, che gli ha intimato di recarsi a scuola della figlia per portarle un cambio di abiti.

Advertisement

La politica scolastica abigliamento

La politica scolastica sull’abbigliamento

Il look di sua figlia Demetra era stato considerato non adatto all’ambiente scolastico secondo il giudizio della scuola: il vestito della ragazza era troppo corto e distraeva i ragazzi della scuola.

Questo era una trasgressione alla politica sul codice di abbigliamento della scuola, ma non si è fatta attendere la reazione di questo padre stizzito da tanto rigore.

Advertisement

Anche la canottiera senza spalline ed i pantaloncini che Tony aveva portato a sua figlia a scuola non sono stati considerati adatti, perché si intravedevano le bretelle del reggiseno.

Questo era troppo per Tony, che ha detto che non era normale per sua figlia di 13 anni essere costretta ad indossare leggings e camicie che coprivano le spalle invece di pantaloncini e canottiere, ribadendo che non c’era nulla di indecente in questo look.

La risposta del padre al giudizio della scuola

Dopo aver ascoltato il giudizio della scuola, questo padre si è rivolto ai social per raccontare la vicenda, riscontrando così che il caso di sua figlia non era l’unico.

Altri genitori di studenti delle scuole superiori si sono lamentati del codice di abbigliamento della Fisher Middle School, considerandolo troppo restrittivo nei confronti delle ragazze.

Secondo il parere di Tony Alarcon, la politica scolastica si faceva interprete di una forma di discriminazione verso le ragazze.

Tony Alarcon sui social ha denunciato i codici di abbigliamento troppo rigorosi e non equi della scuola di sua figlia, ammettendo che potevano creare dei problemi emotivi a dei ragazzi nel pieno del loro sviluppo.

ragazza abbigliamento scuola

Dopo il suo sfogo, il padre di Demetra ha ricevuto come risposta diversi messaggi di sostegno che hanno bacchettato il giudizio della scuola.

In seguito, il direttore della scuola della figlia ha ribadito la politica scolastica rendendo noto che “gli studenti devono indossare abiti adatti alle attività scolastiche”.

Dopo la controversia sull’abito di Demetra, i principali membri dell’istituto scolastico hanno deciso di incontrarsi per rivalutare il codice di abbigliamento della scuola nel corso di una riunione sul tema.

La sovrintendente della scuola, Diana G. Abbati, ha fatto poi sapere che i genitori degli studenti avrebbero presto conosciuto la decisione su un possibile cambiamento del codice sull’abbigliamento, che avrebbe rispecchiato i valori della comunità del futuro.

Condividi: