Omicidio Willy. I fratelli Bianchi tra abiti griffati, Rolex e vacanze, vivevano da nababbi col reddito di cittadinanza

Lascia nello sconcerto la notizia che i fratelli Bianchi, e gli altri accusati dell'omicidio di Willy, percepivano il reddito di cittadinanza

Non si placano le polemiche sui responsabili del pestaggio di Colleferro che ha causato la morte di Willy Monteiro Duarte, alcune condotte dei fratelli Bianchi accusati dell’omicidio fanno indignare.

I due leader della banda di Artena amavano il lusso sfrenato concedendosi abiti griffati, Rolex, vacanze in costiera, gite in barca.

Tutti i loro svaghi sono stati documentati via social con una serie di foto in cui Gabriele Bianchi con il fratello ed altri amici si godevano stravizi.

Questo materiale presente su Instagram ha attirato l’attenzione delle Fiamme Gialle. Ma anche la residenza di famiglia dei Bianchi ad Artena è una lussuosa villa.

Per i due giovani il comfort e la ricchezza erano importanti. Infatti non rinunciavano ad una vita sempre in vacanza.

Eppure i fratelli Bianchi, Marco e Gabriele, accusati insieme a Mario Pincarelli e Roberto Belleggia dell’omicidio di Willy percepivano da tempo il reddito di cittadinanza.

Un dettaglio emerso di recente su di loro e che fa ribollire il sangue di molti colpiti dalla morte del giovane 21enne.

Per fare chiarezza sulla veridicità di tale dato, le Fiamme Gialle stanno indagando. E se sarà confermato si delineerà un ulteriore aspetto sinistro dei membri della banda di Artena.

Omicidio Willy reddito di cittadinanza

Omicidio Willy: i fratelli Bianchi e gli altri accusati percepivano il reddito di cittadinanza

Da quanto emerso Gabriele Bianchi stava aprendo una frutteria a Cori grazie al sostegno economico del padre della sua fidanzata.

Invece suo fratello Marco risultava privo di reddito. Anche i loro genitori, ufficialmente non lavorano.

Visti tali presupposti i fratelli Bianchi hanno chiesto ed ottenuto il sussidio economico dello stato. Quindi percepivano il reddito di cittadinanza ma non rinunciavano alla vita da nababbi.

Non solo loro ma anche le famiglie di Belleggia e di Pincarelli percepivano il sostegno economico statale.

Si è aperta un’interrogazione parlamentare sul loro reddito di cittadinanza. Una misura richiesta da Francesco Lollobrigida di Fratelli D’Italia.

Spetterà al ministro del Lavoro e delle Politiche sociali andare a fondo su tale vicenda.

Soprattutto perché la fedina penale dei giovani non era pulita per le accuse di aggressioni e di spaccio di stupefacenti. Ma malgrado ciò avevano ottenuto il reddito di cittadinanza.

Da parte sua, l’avvocato Massimiliano Pica, legale dei fratelli Bianchi, ha riferito che nel corso dell’interrogatorio i due arrestati hanno detto di non aver percepito il sussidio. Inoltre i due hanno ribadito di non conoscere l’esistenza del sussidio.

Vito Perugini, avvocato di Belleggia, ha riferito che il suo assistito non ha mai richiesto né percepito il reddito di cittadinanza.

Ma la Guardia di Finanza è in possesso della documentazione che dimostra che il reddito di cittadinanza lo percepivano sia i due fratelli Bianchi, sia Belleggia e Pincarelli. Nelle loro tasche sarebbe finita una cifra pari ai 33mila euro.

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