Uccide e dà fuoco al corpo del figlio perché gay: la madre, incastrata dalle prove, viene condannata 25 anni e 8 mesi di reclusione

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Un vero e proprio dramma familiare è andato in scena in Brasile dove una madre uccide e dà alle fiamme il corpo del figlio perché non accetta che sia gay. La tragedia avvenuta tre anni fa si è conclusa con la condanna definitiva di Tatiana Ferreira Lozano Pereira, che con la complicità di altre persone ha ucciso e nascosto il corpo del figlio: Itaberli Lozano che all’epoca dei fatti aveva 17 anni.

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La giustizia è arrivata ma con un certo ritardo, dopo che le indagini hanno permesso di far luce su questo brutale delitto andato in scena all’interno dello stesso ambito familiare. La donna è stata condannata a 25 anni e 8 mesi di reclusione per aver ucciso il figlio ed aver dato fuoco al suo cadavere.

Dopo essersi dichiarata innocente, Tatiana Ferreira Lozano Pereira è stata identificata come la mente ed il braccio del terribile delitto, per questo è stata accusata di omicidio e di occultamento di cadavere. Questa madre uccide e dà alle fiamme il corpo del figlio perché non accettava l’omosessualità del ragazzo.

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Uccide fiamme il corpo del figlio1

Una madre uccide e dà alle fiamme il corpo del figlio perché gay

Incastrata dalle prove, la donna che uccide e dà alle fiamme il corpo del figlio, è stata condannata a distanza di tre anni dalla tragedia. Le indagini hanno permesso di appurare anche la complicità di altri soggetti coinvolti nell’omicidio del 17enne. Anche Victor Roberto da Silva e Miller da Silva sono stati condannati a 21 anni e 8 mesi; mentre Alex Canteli Pereira, l’ex compagno della donna, è stato rinviato a processo dopo la scoperta del suo coinvolgimento: avrebbe aiutato la donna a nascondere il corpo ed a bruciare il cadavere del figlio.

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Dopo la scomparsa del ragazzo, gli zii che vivevano con lui hanno lanciato l’allarme sospettando fin da subito della donna che uccide e dà alle fiamme il corpo del figlio.

Lo zio di Itaberli Lozano nel corso delle sue prime testimonianze ha espressamente detto che sospettava di lei poiché dopo la scomparsa, non voleva sporgere denuncia. Nel suo racconto agli inquirenti l’uomo ha dichiarato: “[…] Penso che una vera madre dovrebbe amare suo figlio nonostante tutto e non fare una cosa così orrenda. Itaberti era un ragazzo che lavorava, molto educato […]. Il crimine è stato premeditato perché sua madre era molto tranquilla, poi quando abbiamo parlato con la polizia ha cominciato a comportarsi in modo diverso. Vogliamo che sia fatta giustizia. Adesso lei deve pagare “.

 

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