Imprenditore padovano scopre di essere positivo al coronavirus e si uccide

E' accaduto a Villaguattera di Rubano, in provincia di Padova

Scopre di essere positivo al coronavirus e dalla disperazione si uccide. La vittima aveva 54 anni ed era il titolare di un’azienda della zona.

Un’intera frazione in lutto e sotto shock, quella di Villaguattera di Rubano, dove un imprenditore, sabato mattina si è tolto la vita. Aveva 54 anni ed era positivo al coronavirus.

Positivo al coronavirus, si uccide a 54 anni nel padovano

Prima ha lasciato un drammatico biglietto ai familiari e dopo si è tolto la vita infilandosi un sacchetto di cellophane in testa.

A presagire il peggio e a chiamare i soccorsi è stato il fratello della vittima, che non aveva più sue notizie. I due uomini abitavano uno a fianco all’altro, nelle villette a schiera di Villlaguattera di Rubano, una minuscola frazione in provincia di Padova.

Imprenditore padovano

Quando i carabinieri e i soccorsi sono entrati in casa, lo hanno trovato ormai privo di vita. Il 54enne si era soffocato con un sacchetto di cellophane.

Ma prima di farlo, aveva lasciato un biglietto, poche parole destinate alla sua famiglia: “Chiamate il 118, non entrate perché è contaminato”.

Dopo un primo esame del cadavere, il pubblico ministero ha deciso di riconsegnarlo alla famiglia per le esequie. Sabrina Doni, il sindaco di Rubano ha dichiarato di essere affranta e dispiaciuta di non riuscire a intercettare le grandi sofferenze provate dalla cittadinanza.

Un’altra morte in casa a Cremona

A Cremona invece, un’altra vittima del coronavirus è Valeria Circo, una donna di 41 anni, rinvenuta senza vita dal fratello che non aveva più sue notizie.

La donna viveva a Castelverde, in provincia di Cremona ed era la direttrice dell’agenzia Bnl di Manerbio, Brescia. Viveva da sola e in autoisolamento dopo aver manifestato i primi sintomi del coronavirus.

I medici pensano che sia stato proprio il Covid19 a ucciderla, anche se la certezza arriverà solamente dopo aver effettuato alcuni esami sul suo corpo.

In paese era conosciuta e benvoluta da tutti. Stava bene e nessuno avrebbe mai potuto immaginare questo drammatico epilogo.

Dopo aver iniziato a manifestare tosse e febbre si era chiusa in casa, ma era sempre in contatto con suo fratello, che con tutte le precauzioni del caso la riforniva di beni essenziali.

E’ stato proprio lui a trovarla priva di vita, dopo aver cercato inutilmente di contattarla via telefono. Valeria, probabilmente, si aggiunge alle altre migliaia di persone che hanno perso la vita per il coronavirus.

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