“Denise Pipitone è viva, la verità è vicina”: lo rivela, dopo i recenti passi in avanti nelle indagini, l’ex pm Maria Angioni

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La speranza che Denise Pipitone sia ancora viva è condivisa non solo dai suoi genitori ma anche dall’ex pm Maria Angioni, che ha rilasciato nuove dichiarazioni sul caso dopo gli ultimi aggiornamenti. La Angioni in una intervista rilasciata a La Nuova Sardegna ha commentato la svolta a cui sono ggiunte le indagini, dopo la riapertura del fascicolo. L’ex pubblico ministero che all’epoca si era occupata della scomparsa della figlia di Piera Maggio, più volte è intervenuta sulla vicenda.

Secondo quanto riferito al quotidiano, Denise sarebbe viva e grazie ai recenti passi in avanti fatti nelle indagini, si potrebbe essere molto vicini alla verità. Le parole della dottoressa hanno confermato la tesi del rapimento, con coinvolgimento di una rete ben organizzata di soggetti.

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“Questa persona è stata testimone dello spostamento o lo ha addirittura operato in prima persona. Fino a ora ha taciuto per rispettare forse un patto ora saltato” – ha dichiarato il pubblico ministero per ribadire che forse chi prese Denise Pipitone voleva ucciderla, ma qualcuno lo avrebbe impedito.

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Denise Pipitone viva 1

Le dichiarazioni dell’ex pm Maria Angioni sulle indagini su Denise Pipitone

L’ex pm ha fatto riferimento poi di un’alleanza siglata per non riconsegnare Denise alla sua famiglia, e dopo 17 anni potrebbe finalmente emergere la verità. Il riesame dei reperti raccolti negli anni, tra cui le intercettazioni archiviate sono state riascoltate sfruttando le tecniche odierne, ed in più si sono riprese in mano delle testimonianze importanti.

Dopo la riapertura del caso è stato possibile scardinare l’alibi di Anna Corona, finita nel registro degli indagati. Secondo la Angioni è crollato il muro di protezione nei confronti della famiglia allargata di Denise Pipitone. La posizione della Corona ha oggi assunto dei nuovi connotati ed è emerso che diverse amicizie avrebbero potuto aiutarla a far sparire Denise 17 anni fa.

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In particolare, le nuove indagini hanno rilevato che una sua collega di lavoro Francesca Adamo aveva fornito una falsa testimonianza, sostenendo che la Corona quel primo settembre 2004 fosse rimasta al lavoro in albergo fino alle 15.30, firmando al suo posto il registro delle presenze. Per evitare la fuga di notizie, il legale Giacomo Frazzitta ha chiesto di non interferire con le indagini in corso che potrebbero portare alla verità.

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