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Un rider strappa un biglietto inneggiante Mussolini di un cliente e viene licenziato: “privacy violata e comportamento scorretto”, la motivazione

Caterina

Un rider strappa un biglietto inneggiante Mussolini

È costato caro il gesto di un fattorino durante una consegna: ha strappato di fronte al destinatario un biglietto pro Mussolini: il rider viene licenziato. Luca Nisco, trentenne originario di Benevento, che si è trasferito a Bologna, ha raccontato la sua disavventura al Resto del Carlino. Un episodio registratosi il 25 aprile e che ha coinvolto Winelivery, la piattaforma specializzata nelle consegne a domicilio di vino, per la quale da febbraio Luca lavorava.

Domenica 25 aprile, il fattorino doveva recapitare delle bottiglie, che un cliente ha accompagnato con un biglietto trascritto a mano dagli operatori del servizio. Un collega di Luca che si è ritrovato a scrivere il biglietto ha fatto notare che si trattava di un testo che inneggiava a Benito Mussolini. Raccontando quell’episodio il rider ricorda: “Ci siamo guardati tutti in faccia imbarazzati, qualcuno ha commentato. Ho provato indignazione per quel messaggio, stupore che ancora oggi siano scritte certe cose”.

Un rider strappa biglietto inneggiante Mussolini

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Un rider viene licenziato per violazione della privacy

Al momento della consegna dell’ordine, Luca decide di estrarre il biglietto e di strapparlo, dichiarando di fronte alla destinataria che riportava delle oscenità. Un gesto che ha fatto infuriare la piattaforma, che ha deciso di annullare i suoi turni per la segnalazione di un “comportamento scorretto”. Per giustificare il motivo per cui il rider viene licenziato, l’azienda ha spiegato che “per policy si riserva il diritto di non consegnare un biglietto in caso in cui sia contrario al decoro, all’ordine pubblico, offensivo”.

In teoria il biglietto non avrebbe dovuto accompagnare le bottiglie di vino, lo stesso operatore che l’ha trascritto non ha seguito l’indicazione aziendale trascrivendo un bigliettino contrario alla policy. Un caso che ha avuto delle conseguenze: l’operatore è stato ammonito, mentre Luca è stato licenziato.

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Secondo l’azienda, il rider con il suo gesto avrebbe messo in atto due comportamenti scorretti: “palese violazione della privacy“, aprendo il sacchetto per leggere il biglietto; ma anche un “comportamento non in linea con i valori aziendali”. Per questi motivi il rider viene licenziato, una decisione a cui Luca si è opposto dando mandato di impugnare il suo licenziamento, accusando la piattaforma di delivery di aver avuto una reazione eccessiva.

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