Ed è enorme la sorpresa. Immensa la felicità. Di pura gioia le lacrime che sgorgano dagli occhi increduli e felici della proprietaria del cane smarrito. Finalmente la donna può riabbracciare il suo adorato chihuahua dopo otto anni.
Sembra una fiaba, ma non lo è.
È una storia che inizia nel 2011 quando Maya, il cucciolo di Silvia, misteriosamente scompare dalla sua abitazione.
Un brutto scherzo? Lo hanno rubato? Silvia presenta subito denuncia di smarrimento e inizia a sperare.
Un vero mistero e per ben otto, lunghissimi anni, del cane smarrito non c’è traccia.
Vane le ricerche continue della sua proprietaria il cui cuore non si è mai rassegnato alla dolorosa sparizione.
Vane. Infruttuose. Deludenti. Fino a pochi giorni fa.
Siamo ai primi giorni di Agosto e Silvia riceve una telefonata. Dall’altra parte del telefono ci sono le guardie zoofile ambientali di Latina.
Il cane scomparso è stato ritrovato. Benedette guardie! Silvia quasi non riesce a crederci. L’emozione, il dolore mai assopito e quella speranza che continuava a custodire nel cuore… tutto le si agita nel petto.
La piccola Maya è stata “identificata” grazie al microchip che ha permesso agli operatori di risalire alla sua proprietaria. Questo ci ricorda l’importanza di registrare il proprio cane. Grazie al microchip è possibile, in caso di ritrovamento di un cucciolo smarrito, risalire al suo padrone e poterlo contattare.
Un momento commovente quello dell’abbraccio tra Silvia e la piccola Maya. E non fatichiamo ad immaginare l’emozione di tutti i presenti. Il pianto della giovane donna è immediato, liberatorio. Un pianto antico e nuovo.
Ci sono anni e anni di attese e speranze in quelle lacrime. Ci sono emozioni di ogni sorta. E ora, finalmente, la felicità.
Una storia a lieto fine. Di quelle che vorremmo leggere sempre. Di quelle dove vince la speranza, l’amore per gli animali. Da condividere.
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