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Rabbia e sconcerto per la scarcerazione di Giovanni Brusca: il boss mafioso responsabile delle morti di Giovanni Falcone e Giuseppe Di Matteo esce dal carcere

Giovanni Brusca, tra i più influenti esponenti di Cosa Nostra, condannato come uno dei responsabili degli attentati che sono costati la vita a Giovanni Falcone e Giuseppe Di Matteo ha lasciato il carcere con quasi due mesi di anticipo.

Il boss mafioso, fedelissimo al capo dei capi di Cosa nostra, Totò Riina, ha lasciato il carcere dopo 25 anni, per fine pena. Giovanni Brusca dall’inizio degli anni 2000 è diventato collaboratore di giustizia, ma la sua storia in carcere è stata controversa. Dopo la scarcerazione sarà sottoposto a 4 anni di libertà vigilata, come deciso dalla Corte d’Appello di Milano.

Giovanni Brusca: la mano della strage di Capaci costata la vita a Giovanni Falcone

Il nome di Giovanni Brusca è collegato non solo alla strage di Capaci ed al delitto di Giuseppe Di Matteo, ma anche ad altri atroci crimini firmati da Cosa Nostra. Prima del suo arresto, era stato il capo della cosca di San Giuseppe Jato, un’eredità avuta da suo padre Bernardo. Nel 1996 il boss mafioso è stato arrestato con suo fratello Enzo.

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Giovanni Brusca è stato l’autore della strage di Capaci: la sua mano ha premuto il radiocomando per attivare la bomba che ha spezzato la vita di Falcone, della moglie e della sua scorta, quel maledetto 23 maggio 1992. Da pentito Brusca ha confessato anche di aver sequestrato ed ucciso Giuseppe Di Matteo, il figlio dell’ex mafioso Santino, barbaramente sciolto nell’acido. Ma il nome del boss mafioso è risultato implicato in numerosi altri delitti: ma dopo essere stato condannato per oltre un centinaio di omicidi, dopo 25 anni di carcere è stato rilasciato.

Giovanni Brusca esce dal carcere: la rabbia dei familiari delle vittime

Prima di diventare collaboratore di giustizia, Brusca ha fatto esplodere un polverone parlando di un presunto complotto da parte di uomini di spicco delle istituzioni, facendo il nome dell’ex presidente della Camera Luciano Violante. I due fratelli Brusca volevano screditare l’antimafia ed i collaboratori di giustizia a favore della loro difesa in fase processuale. Da quando ha iniziato a collaborare come pentito ha svelato alcuni retroscena relativi alla frazione militare di Cosa Nostra.

Già due anni era stata richiesta la sua scarcerazione poi negata. Dopo aver concluso la sua pena detentiva oggi il pentito ha lasciato il carcere di Rebibbia. Una notizia che ha fatto esplodere la rabbia dei familiari delle vittime dei crimini di Giovanni Brusca.

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Tra le reazioni più veementi si è registrato lo sfogo di Tina Montinaro, vedova del caposcorta di Giovanni Falcone raccolto da Adnkronos: “Sono indignata, sono veramente indignata. Lo Stato ci rema contro. Noi dopo 29 anni non conosciamo ancora la verità sulle stragi e Giovanni Brusca, l’uomo che ha distrutto la mia famiglia, è libero. Dovrebbe indignarsi tutta l’Italia e non solo io che ho perso mio marito. Ma non succede”. Anche l’autista di Falcone, Giuseppe Costanza, scampato alla strage di Capaci ha fatto sentire il suo grido di protesta: “È un’offesa per le persone che sono morte in quella strage. Secondo me dovevano buttare via le chiavi”.

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